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  • Pillole d'arte: MASAO YAMAMOTO

    La pace, l'equilibrio e l'armonia di Masao Yamamot


    Forti contrasti e contorni sbiaditi, elementi semplici e lineari. Il lavoro di post-produzione, fatto a mano dall’artista, consiste in un leggero ed equilibrato bilanciamento dei colori e orli logorati e conferisce alle foto un aspetto anticato. Un lavoro fatto di frammenti. Foto di piccole dimensioni che ritraggono piccoli elementi della vita quotidiana che tutti hanno sotto gli occhi, ma a cui nessuno presta attenzione. Yamamoto propone un nuovo modo di osservare le cose che ci circondano, una sua prospettiva personale, in cui traspare l’armonia che intercorre tra uomo e natura. Scatti di diversa origine messi insieme per creare una storia, che è nuova e differente a seconda del punto in cui si comincia ad osservare le immagini. Minuscoli scatti armoniosamente posizionati sulla parete bianca, talvolta così piccoli che riesce difficile capire cosa ritraggono. La scelta di stampare le foto in dimensioni ridotte non è casuale, Yamamoto vuole conferire agli scatti una nuova valenza di oggetto da poter racchiudere tra le mani. Il suo lavoro è diviso in quattro serie:
    - A box of Ku, che racchiude dettagli di vasti paesaggi, società, spazi. Piccoli elementi che non vivono solo come parte di qualcosa, ma ognuno ha una propria vita, una propria storia.
    - Nakazora, scatti in cui ritrae uno spazio più ampio rispetto a A Box of Ku. Lo spazio tra cielo e terra. Il cielo vuoto, vago.
    - Kawa=flow, che vuol dire fiume, flusso, vuole ricordare il continuo scorrere del tempo, il labile passaggio tra passato, presente e futuro.
    - Shizuka, che significa Purezza, raccoglie una serie di foto in cui l’artista cerca di cogliere in uno scatto la presenza degli innumerevoli silenziosi “tesori” presenti in natura. Scatti che trasmettono l’impressione che qualcosa di più ampio e vago esiste dietro le piccole cose che percepiamo ogni giorno.

     
  • Il Gran Canyon calabrese

    Anche la Calabria ha il suo gran Canyon

    Esistono luoghi che hanno qualcosa di mistico, luoghi in cui la natura continua a fare il suo corso lontano dal rumore delle grandi città. Uno di questi luoghi è la Riserva naturale regionale Valli Cupe. Ci troviamo in Calabria, in una zona ristretta del territorio catanzarese, ai confini con il Parco nazionale della Sila. Percorrendo la SS106 si imbocca il bivio per Cropani e si sale fino a Sersale. Già mentre si procede verso il paese lo scenario cambia, dal paesaggio tipicamente marino si sale verso colline. La varietà floristica dei paesaggi è molto articolata, si passa dall’arboreto tipico composto da uliveti e castagneti, alla macchia mediterranea, fino ad arrivare ai querceti e ai castagneti. Nell’ultimo tratto, da un balcone di pietra naturale, si scorge la Cascata della Rupe, con i suoi 57 metri di altezza.
    Altro salto noto è la Cascata Campanaro. Questa cascata è situata in una delle zone più incontaminate della regione, ma allo stesso tempo facilmente raggiungibile; dal posteggio delle auto bisogna percorrere circa 400 metri. Con i suoi 22 metri di altezza la Cascata Campanaro regala un angolo di paradiso tropicale nel cuore della Sila Piccola, le felci che fanno da cornice a rocce dai colori più disparati donano un tocco di magia a un luogo che merita di essere osservato in silenzio e contemplazione. Il Canyon che da il nome omonimo alla Riserva Naturale Regionale è il Canyon Valli Cupe. Si tratta di una rara formazione geologica profondamente incassata in un substrato costituito da conglomerato poligenico, che nasce a circa 700 metri di altitudine, alle pendici meridionali del Monte Crozze. Il canyon si presenta con pareti rocciose tagliate verticalmente, inaccessibili e aspre, e ricche di piccoli anfratti scavati dagli agenti atmosferici, regno esclusivo degli uccelli. Durante la visita al canyon non di rado ci si imbatte in nibbi, gufi reali, corvi imperiali e avvoltoi che volano tra le pareti dove hanno creato i loro nidi naturali.

     
  • Fotografie famose

    Di chi è il famoso desktop usato dalla Microsoft?

    Di tutti i panorami del pianeta, forse uno dei più conosciuti è quello usato dalla Microsoft come sfondo default del sistema operativo XP. Forse non tutti sanno che la foto non è inventata, ma ritrae un posto reale! La fotografia, chiamata Bliss (beatitudine) non è né ritoccata né modificata e fu scattata da Charles O'Rear nel 1996. La collina si trova a Sonoma County, in California. Il fotografo è famoso in tutto il mondo, ma paradossalmemte non per questa foto poiché i crediti vengono normalmente dati a Microsoft. Attualmente la collina è stata trasformata in un vigneto. Inoltre se volete vederla con i vostri occhi, ecco le coordinate di Google Earth: 38.250124,-122.410817.

     

     

     
  • Cicloni, uragani e tornadi. Quali sono le differenze?

    Spesso sentiamo parlare di cicloni uragani e tornadi. Ma quali sono le loro differenze?

    Ciclone: Per ciclone si intende un violento movimento rotatorio di masse d’aria, combinato con un moto di traslazione, intorno a un centro di bassa pressione.
    Il ciclone è provocato da un complesso di fenomeni atmosferici determinati dalle alte temperature equatoriali che, in certe zone, creano centri di minima pressione e, quindi, di aspirazione. Verso tali centri convergono i venti, seguendo un moto a spirale che determina un vortice.

    Uragani e tifoni: Hanno un diametro di centinaia di chilometri (l’uragano Tip raggiunse i 2.200 km) e si formano sugli oceani a cavallo dell’equatore. A seconda di dove si dirigono prendono nomi diversi: uragano (hurricane, negli Usa, da hurican o huracan, voce caraibica che designa il dio del male), willy-willy (in Australia), tifone (typhoon, in Asia), baguyo (nelle Filippine).

    Tornado: Con il termine tornado si intende invece una violenta perturbazione atmosferica del tipo delle trombe d’aria delle nostre regioni. I tornado sono frequenti nel Messico e a est delle Montagne Rocciose. Caratteristica dei tornado americani è, oltre all’estrema velocità del vento, la ristrettezza dell’area, di qualche decina o al massimo di qualche centinaio di metri quadrati. I tornado si spostano con una velocità media di circa 50 km/h; la durata del passaggio è di pochi secondi.

     
  • Ritrovato un antico strumento matematico

    Curiosità su un antico strumento matematico

    Per quasi un secolo è stato considerato un portalampada pensile, una specie di “appendino” per lumini. Invece, il misterioso oggetto di ferro venuto alla luce in un passaggio segreto di un palazzo di Verona potrebbe essere un sofisticato strumento matematico di età medioevale. In origine sarebbe servito per trovare la Qibla, ossia la direzione della Mecca, verso la quale il fedele musulmano si rivolge per pregare. A riconoscere la funzione dello strumento, e a ricostruire uno scenario del tutto inedito dei rapporti scientifici tra mondo arabo ed europeo all’inizio del medioevo, è un professore dell’Università di Pisa. Per verificare se davvero potesse trattarsi di un dispositivo per il calcolo di misure geodetiche, Armienti ha fatto migliaia di calcoli e proiezioni, paragonando i risultati ricavati con lo strumento e quelli ottenuti con tecnologie moderne: coincidono a un livello incredibile di precisione.
    Con questo strumento si può determinare la distanza tra due punti con coordinate geografiche note, e quindi costruire mappe molto precise», e questo metterebbe al suo posto un altro tassello di un puzzle irrisolto, quello sull’origine delle cosiddette carte portolane.