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  • L'angolo dei libri: 1984 - George Orwell

    L'angolo dei libri: 1984 - George Orwell


    1984 è il titolo del romanzo più importante di George Orwell. Scritto nel 1948 fu pubblicato nel 1949. Durante il periodo della guerra fredda fu considerato fra i romanzi più significativi dell’utopia negativa, perché il tema trattato veniva ricondotto ad una critica spietata contro il regime sovietico. In realtà tratta un tema assai più ampio, quello del potere che controlla e manipola i suoi sudditi. E’ il 1984 e il pianeta Terra è suddiviso in tre grandi potenze in guerra fra loro e governate da tre regimi totalitari. In Oceania la società è controllata da un regime che basa il suo potere sui principi del Socing, un socialismo estremo, il cui capo supremo è il Grande Fratello, un personaggio misterioso di cui nessuno conosce la vera identità e che osserva, spia e controlla, la vita di ogni singolo cittadino. Il controllo avviene attraverso delle telecamere che osservano ovunque gli individui: nelle loro case, per strada, negli uffici, nei trasporti, nelle scuole. Non esiste la privacy e non esiste alcuna forma di libertà individuale. Il suo braccio armato è la psicopolizia, che interviene ad un minimo cenno di ribellione. La propaganda è costante e in ogni angolo della città ci sono dei manifesti che ritraggono il Grande Fratello che viene accompagnato dagli slogan “la libertà è schiavitù” e “la guerra è pace”. Il protagonista del romanzo è Winston Smith, membro del partito il cui compito è aggiornare costantemente le notizie dei giornali e dei libri, in modo tale da rendere infallibile la strategia del partito e non sopporta questa mancanza di libertà.
    Alcune curiosità su 1984. In ambito musicale David Bowie, nei primi anni settanta, tentò di farne un adattamento musical ma non ottenne i diritti dalla vedova di Orwell; del progetto rimangono però varie canzoni, come 1984 e Big Brother, contenute nell'album Diamond Dogs del 1974. Nella letteratura numerosi sono i richiami fatti a 1984, fin dal titolo, nel romanzo 1Q84 dello scrittore giapponese Murakami Haruki. Nel cinema Il romanzo di Orwell ha avuto varie trasposizioni.

     
  • Energia rinnovabile: parco eolico offshore in Scozia

    Il più grande parco eolico offshore sarà in Scozia

    Il più grande parco eolico offshore sta per essere realizzato al largo della costa settentrionale della Scozia. Sarà il più grande impianto eolico offshore e sarà in grado di soddisfare il fabbisogno elettrico del 40% delle abitazioni scozzesi. Il complesso sarà situato al largo di Caithness, per la sua realizzazione saranno impiegate 399 turbine eoliche che occuperanno una superficie di 300 chilometri quadrati. Con queste cifre, l’impianto eolico di Caithness sarà più grande del 50% rispetto al parco eolico offshore della London Array, al largo di Kent. “L’industria delle rinnovabili si trova in un punto di svolta. La possibilità di installarare parchi eolici offshore potrebbe essere sfruttata a pieno se il governo garantisse una certa stabilità politica, anche attraverso il Conto Energia“. Il parco eolico offshore al largo della Scozia è frutto dell’impegno della Moray Offshore Renewables, la joint venture tra la società spagnaloa Repsol oil e il gruppo porteghese EDP. Un’ottima unione delle forze dato che l’impianto costerà più di cinque miliardi e mezzo di euro. Il progetto, una volta attivato, potrà tagliare annualmente, 4,5 milioni di tonnellate di CO2. L’impianto offshore sarà operativo entro i prossimo otto anni con una capacità totale di 18 gigawatt.

     
  • Danimarca: due mari si incontrano ma non si mescolano

    Bellezze naturali: Danimarca. I due mari che si incontrano e non si mescolano


    Tra i tanti spettacoli che la Danimarca offre ce n’è sicuramente uno straordinario: l’incontro tra due mari, quello del Nord e il Baltico sulla punta di Grenen, la penisola sabbiosa a nord di Skagen nello Jutland. Qui lo Skagarrak (Baltico) e il Kattegat (mar del Nord) che provengono da direzioni opposte, si incontrano ma non si mescolano creando un effetto cromatico naturale e suggestivo.
    Tutto ciò è possibile perché i due mari hanno diversa densità e il moto ondoso tende a creare un’increspatura costante che permette all’acqua solo di sfiorarsi. Insomma, è come se ci fosse una barriera immaginaria dovuta anche alla differente temperatura e salinità.
    A godere a pieno di tanta bellezza è Skagen, il villaggio di pescatori molto amato da pittori e fotografi, qui infatti c’è una luce costante e armoniosa che permette di catturare luoghi da cartolina.

     
  • Bugie sul cervello

    Quante informazioni sul cervello sono false ? 

    È GRIGIO. Falso. Il cervello finché è in vita, mostra diversi colori: rosso-rosato, per la presenza dei vasi sanguigni che lo irrorano; bianco, per la cosiddetta sostanza bianca, che comprende i fasci di fibre nervose che connettono le centinaia di miliardi di neuroni presenti al suo interno; nero, nella substantia nigra, una formazione neuronale di colore scuro implicata in alcune funzioni motorie. C'è naturalmente anche il grigio della materia grigia, l'insieme dei corpi di neuroni.

    NE USIAMO SOLTANTO IL 10%. Falso. Il cervello è un organo dispendioso dal punto di vista energetico ed evolutivo: non avrebbe senso avere un tale surplus di cellule nervose inutilizzate. Il falso mito ha origine nelle dichiarazioni dello scrittore e psicologo americano William James, secondo il quale sfruttiamo solo una piccola parte delle nostre risorse mentali.

    QUELLO UMANO È IL PIÙ GRANDE. Non esattamente. Il cervello umano pesa in media 1360 grammi, più o meno quanto quello di un delfino (considerato peraltro un animale intelligente). Quello di un capodoglio , meno brillante dei delfini, arriva a 7800 grammi.

    SOTTO PRESSIONE LAVORA MEGLIO. Falso. gli ormoni rilasciati nei momenti frenetici sono efficaci solo in brevi situazioni di emergenza. Alla lunga, finiscono con l'interferire con l'abilità del cervello di assimilare conoscenza. Sotto pressione è più facile compiere errori di omissione e portare a termine il compito in modo sbrigativo. Senza contare che le grandi idee arrivano quando la mente è lasciata libera di divagare

    OGNI AREA HA UN COMPITO PRECISO. Non proprio. Se è vero che il cervello è organizzato in modo standard, con certe aree specializzate in particolari compiti e connesse ad altre in base a pattern conosciuti, è però anche un organo eccezionalmente plastico, e non è corretto localizzare un determinato compito esclusivamente in una limitata porzione di esso. Imparare una nuova disciplina, come per esempio suonare uno strumento, modellerà e cambierà le connessioni in alcune aree deputate al controllo motorio. Allo stesso modo, nei non vedenti, le aree normalmente deputate alla percezione visiva saranno dedicate, per esempio, all'ascolto.

    LA MEMORIA È UN REGISTRATORE FEDELE. Ci piacerebbe fosse vero, ma non è così: la nostra capacità di ricordare non è infallibile, ma soggetta a fattori che possono causare distorsioni, dubbi, riscritture e veri e propri "vuoti". Tra questi troviamo interferenze successive o precedenti il ricordo in questione, che vanno a sovrapporsi alla traccia, deformandola; ma anche le emozioni associate a quel determinato momento, o il contesto in cui un ricordo viene revocato. Studi dimostrano, per esempio, che il modo in cui vengono formulate le domande ai testimoni oculari di incidenti o rapine influisce notevolmente sulla rievocazione dell'episodio da parte degli interrogati.

     
  • La lettera di Colombo torna a Firenze

    Restituita dagli Usa, la lettera originale di Colombo


    Come sappiamo dalla storia, il grande Cristoforo Colombo, appena sbarcato a Restelo, vicino a Lisbona, di ritorno dal suo periglioso viaggio alla ricerca delle Indie, si affrettò a spedire una lettera per informare i reali di Spagna della scoperta del Nuovo Mondo. Ma forse neanche lui poteva immaginare che una copia di quella sua lettera avrebbe compiuto, 500 anni dopo, un viaggio di andata e ritorno dalle Americhe, rocambolesco quasi quanto il suo. Rubata dalla Biblioteca Riccardiana di Firenze, dove era stata sostituta da una copia, e recuperata dai carabinieri dei beni culturali negli Usa, dove grazie ad una donazione era finita addirittura sugli scaffali della biblioteca del Congresso a Washington, quella lettera di Colombo torna oggi a casa, prima a Roma poi a Firenze, restituita con tutti gli onori dagli americani. Le indagini sono ancora in corso, anche perché nelle more dell'inchiesta è venuto fuori che un'altra copia della stessa lettera è stata rubata e sostituita alla Biblioteca Nazionale di Roma. La falsità della lettera è stata scoperta dopo alcuni esami di laboratorio fatti dagli esperti del Racis. Si trattava di una riproduzione fotografica moderna stampata su carta antica, ma incompatibile rispetto alla data del 1493. Diverso il formato dei fogli, postuma e grossolana la rilegatura, addirittura una stampa eseguita con fotocopiatrice con aggiunte a matita e a penna. La pista punta subito al mercato americano. I carabinieri quindi collaborano con i colleghi dell'Hsi, il servizio di investigazione Usa. E si scopre che l'incunabolo di Firenze, esemplare che risale all'editio princeps, valutato 1 milione di euro, è stato venduto all'asta a New York nel 1992 e acquistato da un privato per 400 mila dollari. Dopodiché, probabilmente grazie ad un lascito testamentario, il documento è arrivato alla Biblioteca del Congresso americano, che, una volta appurata la provenienza illecita, l'ha restituito.