Come cambia la lingua italiana…

Tutte le lingue si evolvono ed è successo anche all’italiano. Alcuni errori ripetuti in modo costante, sono entrati nella nostra grammatica e ormai fanno parte della nostra lingua.

Si dice è piovuto o ha piovuto?  Uno dei dubbi più frequenti in merito alla nostra lingua si manifesta nella scelta dell’ausiliare quando si utilizzano verbi che designano fenomeni meteorologici. Benché tradizionalmente la norma prevedesse l’uso del verbo essere (quindi è piovuto), sono ormai accettate entrambe le forme: quindi ha grandinato ed è nevicato sono corrette allo stesso modo. Attenzione, però, quando questi verbi perdono il proprio carattere di impersonalità perché qui non ci sono eccezioni e l’ausiliare è essere: ci si riferisce, ad esempio, al caso dei significati traslati o figurati come L’amore è piovuto dal cielo.

Si può “essere agiti”? Il verbo agire è intransitivo: non vuole il complemento oggetto e non può avere la costruzione passiva. Fin qui tutto regolare ma come spiegare, allora, alcune costruzioni dello stesso verbo che sembrano dimostrare il contrario? Accade con alcune forme attestate (e riportate dai dizionari) nei testi di ambito psicologico, pedagogico e sociologico: il verbo agire, in realtà, può variare nel momento in cui è interpretato come corrispondente dell’inglese to act out riferendosi, ad esempio, al comportamento.

Egli, ella, lui e lei: qual è il soggetto? Possiamo definire corretto l’utilizzo di lui, lei e loro come soggetto del verbo oppure in ogni caso si tratta di un errore ed è necessario ricorrere a Egli, ella ed essi (che alle orecchie contemporanee acquisiscono sempre più un suono retrò)? In primo luogo è necessaria una premessa: l’italiano, con la profonda differenziazione che prevede tra le diverse voci verbali, può fare spesso e volentieri a meno del soggetto. Lui, lei e loro, però, possono essere normalmente e correttamente soggetto in due casi: quando vengono dopo il verbo o quando vogliono intendere per quanto riguarda lui (il soggetto). Il merito fu anche di Alessandro Manzoni che, ne I promessi Sposi, aprì la strada letteraria a questo uso. Ormai, di lui, lei e loro soggetti ne ritroviamo anche nella scrittura mentre egli, ella, essi ed esse sono diventati sempre più rari nel parlato, sopravvivendo nella scrittura quando questa si allontana dalla forma orale.

Qual’è possiamo accettarlo? A qualche giornalista piacerà pure ma non esageriamo con la duttilità: la forma corretta resta qual è. Anche perché chi si giustifica tirando in ballo precedenti illustri non deve dimenticare che la lingua non si evolve in una sola direzione, trasformando in uso comune alcune forme inizialmente considerate erronee, ma anche bandendo espressioni un tempo ritenute corrette e oggi improprie.